Da bambino ho vissuto tra il Libano e la Svezia, giravo in continuazione. Con l’incertezza venutasi a creare con la guerra in Libano, decidemmo di trasferirci in Svezia prima che mi diplomassi. Non portai a termine i miei studi… La cosa, in verità, non mi dispiacque poi così tanto, non la considerai una grossa perdita. La scuola non mi piaceva molto, la ritenevo una perdita di tempo (un errore che, solo grazie a tanta fortuna, si è rivelato una benedizione). Il ritiro da scuola fu oggetto di discussione sia in casa che tra i miei amici e tutti temevano che, senza un diploma, non ce l’avrei mai fatta ad affermarmi professionalmente.

Mentre vivevo in Svezia, un’ amica lavorava come parrucchiera a Londra. Decisi di andarla a trovare e, proprio in quella occasione, lei mi portò al mio primo spettacolo dedicato alla moda capello, uno show durante il quale gli esperti mostravano le ultime tendenze. Mi si aprì un nuovo mondo del quale mi innamorai immediatamente. Un mondo fatto di energia creativa, moda, stile e fascino.

Quando raccontai ai miei amici e alla mia famiglia che volevo diventare un parrucchiere, mi dissero due cose: la prima: “Puoi provarci, ma sappi che ci sono già un sacco di parrucchieri”; la seconda: “Sei gay?”.

Così, all’età di sedici anni cominciò la mia formazione presso i migliori stilisti presenti in Svezia, Francia e Libano. Ero il più giovane di tutti e per dimostrare quello che valevo tra gli stilisti con più esperienza e più grandi di me, dovevo impegnarmi il doppio.

La mia precoce esperienza nel vivere in posti diversi – la mentalità svedese e quella mediorientale sono davvero molto differenti per quello che riguarda la moda e i valori – mi hanno insegnato a capire ciò che le diverse culture hanno da offrire all’industria della moda. Tutto ciò di cui avevo bisogno era un posto per mettere su un negozio.

A diciotto anni sono andato negli Stati Uniti. Fu lì che capii che avevo bisogno di un diploma per diventare un parrucchiere. Senza un titolo di studio, senza amici e come un immigrato che non sapeva neppure parlare inglese, mi sentivo sopraffatto da questo nuovo paese e dalla sua cultura. L’unico lavoro che riuscii a trovare fu presso Wal-Mart dove scaricavo scatoloni e, durante le pause, lavoravo sul mio inglese. Solo così ho potuto far richiesta per frequentare una scuola di bellezza.

Nei due anni successivi, infatti, di giorno frequentavo la scuola di bellezza, poi, fino alle quattro lavoravo presso una gastronomia ed il pomeriggio facevo pratica in un salone. Tutto questo fino a quando non mi diplomai. Successivamente dedicai i miei anni investendo sulla conoscenza, viaggiando per tutta l’Europa alla ricerca degli ultimi stili e delle ultime tecniche, le feci mie e le portai con me nella mia nuova casa a Tampa.

Nel 2007 appresi che la proprietaria del salone nel quale lavoravo era intenzionata a vendere l’attività. Le feci presente il mio sincero interesse verso questa opportunità. All’inizio si mise a ridere, poi capì che facevo sul serio e mi aiutò nel passaggio di consegne. All’età di venticinque anni ero il proprietario del salone per il quale avevo lavorato, scioccando tutti i miei colleghi. Loro, infatti, non credevano che un ragazzo immigrato potesse condurre il salone con successo e così, ancora una volta, mi trovai nella condizione di dover dare prova di me stesso.

Sei anni dopo, noi siamo uno dei migliori saloni della zona, creiamo nuove tendenze e portiamo a Tampa Bay il meglio della moda europea. Facciamo formazione, siamo sulla tv nazionale, creiamo video contenenti lavori spiegati passo dopo passo, facciamo acconciature per servizi fotografici realizzati dai più importanti leader dell’industria della moda e, cosa più importante, insegno ai membri del mio staff – la nuova generazione di parrucchieri – affinché affinino le loro capacità tecniche per poter realizzare i loro sogni.

Durante tutto questo percorso, il supporto di mio padre, mio fratello e del mio team mi ha dato la forza, gli strumenti e la fiducia per riuscire ad eccellere. Sarò sempre grato a tutti loro per l’appoggio ricevuto.

Per quel che riguarda il futuro, noi non solo progettiamo di aprire nuovi saloni, ma stiamo anche inventando strumenti innovativi per  far progredire l’industria della bellezza. Nel nostro piccolo prendiamo parte alla vita dell’area di Tampa Bay offrendo trattamenti alle mamme nel giorno della Festa della Mamma, oppure partecipando alle attività delle locali associazioni di beneficenza. Inoltre, cerchiamo di ridurre al minimo l’impatto ambientale dovuto all’uso di sostanze chimiche e di altri prodotti, tenendo sempre in considerazione gli effetti che essi hanno a livello globale. Tuttavia, è nelle case della gente che vogliamo davvero lasciare il segno.

Dopo aver militato per circa quindici anni in questo ambiente, c’è un risultato che allo stato attuale non è ancora stato ottenuto: la capacità da parte del cliente di acconciarsi i capelli da solo a casa, uscendo tutti i giorni dalla propria abitazione come se fosse appena stato dal parrucchiere. Il mio scopo è proprio quello di creare acconciature che richiedano poco impegno per poter essere ricreate a casa, insegnando alla gente a sistemare autonomamente la propria chioma, creando anche strumenti che facilitino tali operazioni.

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L’industria della bellezza è assolutamente meravigliosa. Cosa c’è di più gratificante che far sentire qualcuno bello? Dare un nuovo look, più fiducia e stima in se stessi. Non cambierei mai il mio lavoro con un diploma per affrontare la professione medica (non che ne sarei in grado, ovviamente!).

As a child, I lived between Lebanon and Sweden, always moving around. With the uncertainty created by the war in Lebanon, we moved back to Sweden before I could graduate high school – so I dropped out. I didn’t view it as a big loss. I never really liked school and thought it was a waste of my time (a mistake, which through blind luck became a blessing). Dropping out created a lot of controversy among my family and friends who didn’t think I’d ever be able to make it in the professional world.

While I lived in Sweden, a friend was a hairstylist in London. On a visit there, I went with her to my first hair show where experts revealed the latest fashions, and I fell in love with it. The creative energy, fashion, and glamor – a new world opened up to me.

When I told my family and friends that I wanted to style hair, their response was “You can try it but there are way too many hairdressers out there.” “Plus are you gay?”

So at the age of 16, I began training in hair and design under master stylists in Sweden, France and Lebanon. I was the youngest person there and had to work twice as hard to prove myself among the older, more experienced stylists. My early experiences of living in such different places – the Swedish mentality and the Middle-Eastern mentalities are very different when it comes to fashion and beliefs – prepared me for a lifetime of exploring what different cultures have to offer to the fashion industry. All I needed was a place to set up shop.

At 18, I moved to the United States – only to learn that I had to have a license to be a hair stylist. As a high school dropout with no friends in the country, and as an immigrant who didn’t speak English, I felt overwhelmed by the new country and new culture. The only job I could find was unloading boxes at Wal-Mart, and on breaks I worked on my English so I could apply to a beauty school.

For the next two years, I attended beauty school during the day, worked at a deli until 4 a.m., and worked at a salon in the afternoon until I got my license. Over the next few years, I invested in my knowledge by traveling through Europe to find the latest styles and techniques to bring back to my new home in Tampa.

In 2007 I learned that the owner of the salon where I worked was interested in selling the place. I approached her with genuine interest, and while she could have easily laughed me off, she took me seriously and supported the move. At the age of 25, I became the owner of the salon I had been working in – shocking my coworkers. They weren’t too sure that an immigrant kid could run a successful salon, and once again I was in the position of having to prove myself.

Six years later, we are one of the top salons in our area, setting trends and continuing to bring the best of European fashion to Tampa Bay. We teach, we appear on national television shows, we film popular e-how videos, we style photo shoots for fashion industry leaders, and most importantly, I teach my team – the new generation of hairdressers – to build both their technical skills and their drive to achieve their dreams.

Throughout this journey, the support of my father, my brother, and my team has given me the strength, knowledge, and faith to excel. That support is definitely something I try to pay forward.

Not only do we have plans to open more salon locations in the future, we are inventing innovative styling tools to help advance the beauty industry. As a small business, we are dedicated to giving back to our Tampa Bay area by doing things like treating local moms to makeovers for Mother’s Day and taking part in local charities. We also try to make a positive impact on the global level by carefully considering the environmental consequences of the chemicals and products we use. But the real impact I want to make is in people’s homes.

After being in this industry for nearly 15 years, I have noticed that there is one need not currently met: the ability for the client to style his or her own hair at home, so they can look like they’ve come straight out of the salon every day. My passion is to provide that to them through creating fashions that are low-maintenance enough for people to wear daily, educating people to style for themselves, and creating tools allowing easier home styling.

The beauty industry is so amazing. What could be more rewarding than making people feel good about themselves? Giving people a new look, more confidence, more self-esteem – I would not change my career for a doctor’s license. (Not that I could!)

 [alert type=”visita il sito”] http://www.jjosephsalon.com/[/alert]