Trainer d’impresa da oltre vent’anni, Lele Canavero lavora al fianco di migliaia di acconciatori guidandoli nella loro evoluzione da parrucchieri a “imprenditori della bellezza”. È giunto alla pubblicazione del suo secondo libro, Creatori di autostima, e continua oggi a dedicarsi ai parrucchieri che vogliono misurarsi con una gestione strategica del salone.

Lele Canavero è convinto che imparare sia il mestiere più bello e redditizio ed è per questo che consiglia di non smettere mai di formarsi sia sul fronte della tecnica che su quello della comunicazione e del marketing.

Il suo mantra? “a parità di talento, vince chi lo comunica meglio”.

Lele Canavero

Sei trainer d’impresa da più di vent’anni. Come hai cominciato?
Ho iniziato con i parrucchieri quasi per gioco. Mi sono ritrovato in un franchising che doveva scalare questo mercato e da lì sono stato notato da una multinazionale che mi ha dato l’incarico di trasmettere ai parrucchieri la mentalità imprenditoriale.
In questi vent’anni non ho lavorato per i parrucchieri, ma con i parrucchieri. Fino ad arrivare al momento in cui, qualche anno fà, ho deciso di mettermi in proprio, senza un’azienda alle spalle, per lavorare al fianco dei parrucchieri con l’obiettivo di metterli in condizioni di compiere un’evoluzione da parrucchieri a imprenditori della bellezza.
Il parrucchiere oggi deve muoversi in cinque direzioni: gestione del salone, gestione dei collaboratori, gestione dei clienti, gestione dei numeri e infine gestione di se stesso e del suo stile. E io lo accompagno in queste sfide.

Come è cambiato negli anni l’approccio del parrucchiere rispetto al marketing e alla comunicazione?
La cosa incredibile è che fino a dieci anni fa non c’era necessità di fare marketing. Primo perché i parrucchieri erano di meno. Secondo perché la clientela era diversa: l’80% delle donne non aveva mai colorato i capelli, quindi c’era una gran parte di clienti da conquistare.

Oggi i parrucchieri sono dieci volte tanti e devono riuscire a strapparsi i clienti, portando la clientela a scegliere loro. Oggi il marketing è un’esigenza, è la necessità del momento.

Se prima bastava il passaparola, ora bisogna prendere atto che la situazione è cambiata radicalmente.
Una volta il passaparola portava alla ricerca di un nome sulle Pagine Gialle per cercare un recapito. Oggi quel nome si cerca su internet alla ricerca di conferme. E se le conferme non si trovano, sono guai.
Il parrucchiere, quindi, deve sapere di avere una vita off line e una vita on line, deve potenziare la sua immagine esterna, le sue pubbliche relazioni e deve occuparsi del web. Parliamo di facebook, instagram, youtube e siti web.

Lele Canavero

Nel tuo nuovo libro, Creatori di autostima, parli di “Marketing Progressivo”. In cosa consiste?
Ho scelto di fare l’esatto opposto di ciò che viene fatto di solito. Anziché prendere il marketing e calibrarlo per i parrucchieri, ho voluto partire dal parrucchiere per riscrivere completamente il marketing.
Il metodo del Marketing Progressivo consiste nel mettere in ordine le cose da fare. Parte dal posizionamento e dal differenziarsi dalla concorrenza per poi passare alle tre colonne portanti: il marchio, il salone e il listino. Fino ad arrivare alle codifiche interne: come si propongono i servizi, come si gestisce il cliente.
In questo modo il parrucchiere non salta livelli e quando arriva su internet, ha già costruito tutto il suo iter in salone.
A volte il parrucchiere scambia la confusione con la creatività. Che sia un creativo va bene, che sia confusionario no. Deve essere molto bravo a creare strategia.
Infatti, il mio obiettivo è rendere il parrucchiere uno specialista di strategia in modo che sappia gestire la sua attività a tutto tondo.
Mai pensare ad un’azione fine a se stessa, ma collocarla in un contesto più ampio, pianificando le attività sul lungo periodo.

Che consiglio daresti alle nuove leve del mestiere? Quanto è importante il marketing sin dall’inizio?
Le nuove leve devono scoprire un mantra fondamentale: a parità di talento, vince chi lo comunica meglio. Quindi oggi il parrucchiere non può dare troppa fiducia al lavoro che fa a livello artistico.
È indiscutibile che il marketing è una promessa che va mantenuta in salone, ma non basta solo affidarsi alle proprie capacità tecniche. Bisogna andare oltre.
Imparare a comunicare è importante esattamente quanto imparare a lavorare i capelli.
I giovani parrucchieri devono fare in modo che la comunicazione sia un valore aggiunto, imparando a gestire il cliente dall’accoglienza alla proposta, fino alla poltrona e, addirittura, alla cassa.

Quindi la chiave per ogni nuova leva è considerare dall’inizio la comunicazione come una parte essenziale della sua attività.

Lele Canavero

Cosa consiglieresti, invece, ai parrucchieri esperti che vogliono dare una svolta alla propria attività?
Per prima cosa uscire dai luoghi comuni. Primo fra tutti la convinzione che il passaparola sia il massimo strumento di marketing. Chi deve reinventarsi e ricostruire il proprio rapporto con la clientela non deve smettere di formarsi.
Il mestiere più bello e più redditizio è imparare: io il giorno in cui non avrò più voglia di imparare smetterò di insegnare.

Il parrucchiere deve riscoprire il piacere delle nuove sfide, deve pensare che il marketing non fa altro che aiutarlo ad esprimere il suo talento.

Molti parrucchieri “attempati” hanno scoperto, attraverso i miei corsi, che sfruttare le potenzialità di internet non è così difficile, facebook non è così difficile.
Si può fare marketing con gli stessi risultati e la stessa passione con i quali si esegue un colore.
Inoltre, non è da escludere la possibilità di ripensare i ruoli all’interno del salone e avere qualcuno che si occupi del marketing. O imparano a farlo o imparano a delegarlo.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Sia per la formazione che per la realtà editoriale Talenti Potenti?
A volte si dice “Se non sei umile non vai da nessuna parte, se sei troppo umile neanche”.
Il mio primo obiettivo è insegnare ai parrucchieri ad evolvere in “imprenditori della bellezza” e sto lavorando per questo.
L’anno scorso ho lanciato il format Parrucchiere Pro e l’ho fatto con questo obiettivo, che è ancora il focus.
Con Talenti Potenti intendo dare voce ai parrucchieri che vogliono raccontarsi, dando il buon esempio ai tanti colleghi che si lamentano e basta. Purtroppo il mercato è ben più crudele di me, quindi o riescono a meritarsi un posto nel 15% dell’elite dei parrucchieri della zona o si troveranno nel restante 85% di coloro che si accontentano.