Barbiere, scrittore, “artigiano dell’eleganza”, Franco Bompieri dirige da più di quarant’anni l’Antica Barbieria Colla a Milano: una barbieria storica, un punto di riferimento per gli uomini di ieri e di oggi, un’istituzione.

Crocevia di passioni, sguardi, pensieri, suoni inconfondibili, l’Antica Barbieria Colla è il luogo dove tradizione e maestrìa si fondono nella persona di Franco Bompieri.
Uomo dall’eccezionale carisma, colpisce per l’eleganza, la ricercatezza e il garbo, che fanno di lui un vero maestro.

Antica Barbieria Colla

Il suo arrivo all’Antica Barbieria Colla risale al 1960: a soli ventisei anni varcava la soglia di una delle più antiche e illustri botteghe della città. Cosa significò per lei?
Grazie alla mia esperienza all’Hotel Continental avevo già preso confidenza con una certa clientela, tipica di una Milano che ormai sta scomparendo.
L’Antica Barbieria Colla in quel momento storico non godeva della stessa fama dei suoi esordi e credo che, nonostante non ne fossi del tutto cosciente, andare a lavorare lì sia stata una sfida per mettere alla prova me stesso e vedere cosa avrei potuto fare in quell’ambiente.
A quell’età la voglia di fare e l’energia non hanno eguali. Portai nuovi clienti e piano, piano la bottega si rianimò.

Dirige con successo l’Antica Barbieria Colla da quarant’anni. Quale pensa che sia il suo segreto?
Amare il mio mestiere, averlo trasmesso ai miei lavoranti con passione, amare i miei clienti e trattarli tutti alla stessa maniera, tenendo alcuni valori sempre presenti: la discrezione, la modestia e l’ottimismo.

Antica Barbieria Colla

Ha voluto conservare negli anni il nome Colla. Si è rivelata una scelta vincente?
Sì. Il signor Colla ha creato questo negozio ed è stato il primo a renderlo unico. Io e Guido Mantovanini, secondo dirigente della barbieria in ordine cronologico, siamo partiti dai suoi insegnamenti per poi riuscire a creare un negozio esclusivo.

È giusto che abbia mantenuto negli anni il suo nome, anche se dentro quel Colla c’è una piccola parte di tutti coloro che hanno contribuito a rendere incomparabile e grande questa barbieria.

C’è un ricordo al quale è particolarmente legato?
Ce ne sono tanti: la barbieria è stata negli anni una galleria di personaggi del mondo del giornalismo, della politica, della cultura, dell’arte e dell’economia che, nel corso degli ultimi decenni, hanno affidato le loro chiome alla mie mani e a quelle dei miei collaboratori.
Sono legato agli anni ’60-’70 in particolar modo: in quegli anni il negozio è stato popolato da personaggi del grande cinema e, grazie a Luchino Visconti e all’amore che lui ha nutrito verso le nostra bottega, sono stato legato a personaggi dello spettacolo come Enzo Jannacci e Giorgio Gaber: clienti, ma soprattutto amici.

Antica Barbieria Colla

Com’è nata l’idea di una linea di prodotti targati Antica Barbieria Colla?
Era un’idea che avevo da molto tempo, dagli anni ’90 per essere preciso, ma per svariati motivi è sempre rimasta in un cassetto, finché non ci ha pensato Francesca, mia figlia.
Lei ha messo a disposizione dell’azienda famigliare i suoi studi e le sue esperienze lavorative, occupandosi personalmente negli ultimi anni della costruzione della linea.
È come se avesse dato vita a qualcosa di esclusivo che per anni era rimasto chiuso tra le mura della nostra bottega.
Tutti i prodotti sono frutto del lavoro di anni tra barbe e capelli. Ora finalmente rispecchiano già nella confezione lo stile e il garbo che abbiamo avuto in questi centoquattordici anni di storia.

 

Oltre a essere un esperto barbiere è anche un pregevole scrittore. Cosa hanno in comune queste due professioni?
Non so dire bene che cosa abbiano in comune questi mestieri, ma so che l’uno mi ha permesso di svolgere l’altro: lavorare in bottega mi ha consentito di conoscere l’uomo, di capire come doveva essere pettinato, di osservare e comprendere meglio tutto ciò che è celato nell’intimità delle persone e di capire la loro sensibilità.

Quando qualcuno viene da noi, anche la personalità più eccellente, può rilassarsi e mettere da parte per un attimo il suo ruolo sociale.

E, agli incontri straordinari, si affiancano scene di vita quotidiana: un padre che porta il figlio da noi per tagliare i capelli per la prima volta o un marito che viene per farsi la barba e riceve una visita della moglie.
Insomma, sono diverse le situazioni che mi si sono presentate, facendo sì che io capissi il mondo e che, grazie a una predisposizione naturale per la scrittura, fossi in grado di costruire, tramite la narrazione, racconti immaginari e non.
Lo scrivere non esiste senza un vissuto: io non ho avuto tempo per studiare da bambino, ma ho amato leggere, ho avuto i miei clienti e loro sono stati la mia università.
In cambio io, grazie alla mia esperienza con forbici e pettine, sono stato in grado negli anni di dare ad ognuno di loro un taglio degno della loro personalità.

Antica Barbieria Colla

Qual è la parte del suo lavoro che ama di più?
Ho amato quasi tutto del mio lavoro, anche gli esordi in ambienti ben lontani dall’Antica Barbieria Colla.
Ho amato imparare, prima di tutto, e poi far mio quello che mi hanno insegnato. Amo quello che ho fatto con le mie mani e la tradizione che ho saputo creare all’interno della bottega.

Oggi posso dire che amo ancora il suono delle forbici che per me è come musica ed è per questo che non voglio ci sia nessuno stereo o altro apparecchio all’interno del negozio.

Amo l’affetto che mi dimostrano continuamente i nostri clienti abituali, come amo i nuovi che si affacciano alla porta della bottega, esitanti e timidi.
Amo lo stupore nei loro occhi quando vedono che usiamo ancora la candelina per bruciare le punte dei capelli, per rinforzarli. Amo l’espressione del loro viso la prima volta che provano la nostra Lozione al Capsico e Mentolo e amo molto i bambini la prima volta che salgono sul cavallino per il loro primo taglio, perché sono il futuro del mondo e mi ricordano che tutto è sempre in movimento.

Antica Barbieria Colla

Da qualche anno a questa parte, sembra che il mestiere del barbiere stia vivendo una “seconda giovinezza”. Cosa pensa di questo ritorno?
Ne sono felice. Per troppo tempo si è persa l’importanza di questo mestiere e dei mestieri in generale, ma quello che mi auguro di più è che non si perda l’uso delle forbici e del pettine e che si tenga a cuore la salute di barba e capelli, senza badare alle mode del momento: ciò che è di moda non si adatta al volto di tutti.
La barba lunga per essere fatta ad arte ha bisogno delle forbici che, con il pettine, permettono di sfoltirla in base ai giochi di luce e ombra naturali del viso.

Si diventa barbieri iniziando da giovani: ci vuole molto tempo e molta umiltà per diventare dei fuoriclasse.

Col tempo e con la passione si impara ad essere padroni dei “ferri” del mestiere e tra questi, per me, non è contemplabile il rasoio elettrico.

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